
Per un cittadino romano dell'età imperiale, recarsi a teatro di mattina, sedersi nella cavea assolata accanto a migliaia di altri spettatori e assistere agli spettacoli delle pantomime musicali offerti nel grandioso scenario architettonico dei teatri di pietra, era un'esperienza festosa e gaudente. Molto diversa dalla nostra, che avviene di notte, nel buio silenzioso di una sala al chiuso.
Oggi il teatro non è solo spettacolo, un "luogo" dove si va per distrarsi, ma una "attività di ricerca", di studio, di conoscenza. Quella che un tempo era la rappresentazione di particolarità individuali e di leggi sociali, molto prima che se ne occupassero la psicologia scientifica e la sociologia, è ancor oggi molto più avanti nel cogliere e rappresentare la tensione fra soggetto e oggetto, utilizzando una combinazione variabile di parola, gestualità, musica, danza, vocalità, suono e, potenzialmente, ogni altro elemento proveniente dalle altre arti performative. A volte, addirittura, non c'è necessità di testo: il movimento del corpo in uno spazio con fini artistici ed illustrativi, eseguito di fronte ad ogni singolo spettatore, è di per sé teatro.
C'è qualcosa di antico e sempre nuovo nel teatro di oggi. C'è emozione. Ma anche apprendimento, comunicazione, trasformazione. Un'arte per la testa e per il cuore. Che converge tutta la sua espressività di irradiazione sull'interezza della persona. Una delle forme più alte e complete di cultura.
San Marino Teatro è un appuntamento imprescindibile nel panorama culturale sammarinese, per la qualità e la diversificazione del suo cartellone. Ottima premessa anche per questa Stagione 2009/2010, che, sono sicuro, otterrà il gradimento e l'apprezzamento del pubblico.
Il Segretario di Stato alla Cultura
Romeo Morri
Convinta
sostenitrice dell’idea di cultura come interazione
delle forme artistiche, della loro contaminazione che porta
a distinguere meglio la visione di ciascuna, credo nella
necessità di ospitare un teatro aperto, spazio privilegiato
di esperienza e di osservazione dei modi differenti di rappresentare
e riflettere sul presente, sulle relazioni che quotidianamente
viviamo. Perché il teatro ancora oggi è questo, da tempi lontani, e per questo è motivo di forte
interesse all’interno dei tanti eventi che un territorio
propone. Punto nevralgico della programmazione culturale, la Stagione teatrale si colloca quest’anno in posizione
di osservazione dei diversi modi di fare il teatro.
Nessun tentativo di circoscrivere, al contrario l’intento
di celebrare la vitalità delle molteplici visioni
che si trovano a convivere e a dar vita a forme e linguaggi:
i classici e il loro inevitabile riproporsi, gli ambiti
della ricerca e la qualità della tradizione e spettacoli
che oltrepassano la dimensione rappresentativa. Alcune proposte
risulteranno più familiari, altre rappresenteranno
novità, visioni e pungoli alla fantasia; forse, alcune
di esse creeranno inciampi. Perché il teatro è
materia viva che talora diventa incandescente, il teatro
è sogno ma prima di tutto è azione.
È l’orizzonte di un possibile che accetta di
confrontarsi con il mondo reale ed il tempo presente per
dare concretezza ai desideri. Di sicuro l’urgenza
che si avverte è quella di superare il movimento
apparente che ogni giorno ci pressa per trovare a teatro
un luogo in cui le immagini e le parole, i suoni, la musica
e la poesia evochino in noi altrettante immagini e sensazioni
e pensieri.
E riescano a commuoverci.
La Dirigente dell'Ufficio Attività Sociali e Culturali
Gemma Cavalleri
UFFICIO ATTIVITÀ SOCIALI E CULTURALI
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